domenica 26 aprile 2009

Roberto ora scrive un post molto ispirato


Il post è in fase di gestazionCorsivoe e verrà partorito appena le sue capacità glielo consentiranno.

Sta facendo però molte prove e pri a o poi ci capirà qualcosa, sperando che qualcuno poi gli cancelli i danni che ha fatto nel frattempo

Vendola: “questa riconciliazione non ha senso”

Fonte: sinistraeliberta.it - In seguito alla celebrazone del 25 aprile, Nichi Vendola di Sinistra e Libertà ha commentato duramente le dichiarazioni di esponenti del centrodestra che hanno parlato di pari dignita’ per le vittime di entrambi i fronti della guerra di liberazione. ”E’ un brutto revisionismo, puzzolente e melmoso - ha detto Vendola a Milano -. Non possiamo equiparare chi stava a Salo’ con i partigiani. Questa riconciliazione non ha senso”. Riferendosi alla presenza, per la prima volta, del premier Silvio Berlusconi alle celebrazioni per il 25 Aprile, Vendola ha affermato: ‘’se viene per una operazione mass-mediatica non funziona. Non si puo’ celebrare il 25 Aprile - ha concluso - ma poi mettere da parte i valori della Costituzione che è nata dalla liberazione”.

La Prospettiva

Il tratto principale che un candidato sindaco dovrà esprimere è quello di proporsi come il rappresentante della comunità. Farne parte, conoscerla, condividerne i problemi e saperne incarnare la visione di sviluppo per il futuro. Riteniamo che il candidato sindaco debba possedere alcune irrinunciabili caratteristiche:

  • Vocazione alla collegialità: il futuro sindaco dovrà essere in grado, per guidare la giunta, di tenere insieme le varie pressioni con il dialogo e l’ascolto di tutte le istanze, cercando sempre di compiere una paziente opera diricucitura delle incrinature che potrebbero presentarsi.
  • Vocazione alla partecipazione: bilancio partecipato ma anche metodi decisionali collegiali all’interno di ciascunassessorato.
  • Capacità di dialogo con i cittadini.
  • Capacità di conservazione dell’unità della squadra amministrativa garantendo nello stesso tempo ilraggiungimento degli obiettivi previsti nel programma elettorale.
  • Capacità di promozione della programmazione a lungo termine e multidisciplinare.


Un cittadino fra i cittadini

Un candidato che dia il senso della giustizia e dell'efficienza della pubblica amministrazione. La “casta” non è solo un problema di privilegio o di posizione sociale, è una sensazione di superiorità, che se trasmessa, rompe il rapporto fiduciario fra classe dirigente e l’elettorato e questo nessuno se lo può più permettere.

Da cosa partire

Serve una forte etica politica e radicata identità culturale.
Ridare fiducia alla gente, rafforzando il senso di comunità: non escludere nessuno, affinché ognuno tragga beneficio dal
rispetto delle regole.
Vincere il senso di solitudine delle persone che temono di non poter affrontare da soli il momento del bisogno, che spesso
si rifugiano nell'apatia e nel fatalismo, abbandonando la speranza che l’amministrazione pubblica possa supportarli
adeguatamente.
Di fronte alla attuale crisi economica e sociale, che per altro ha radici lontane, è necessario dare una risposta alternativa
alla chiusura proposta dalla destra, fatta di egoismo e di paura dell'altro, altrimenti perderemmo culturalmente prima
ancora che politicamente.
Noi crediamo che la risposta sia nelle relazioni e nella partecipazione.
Pensiamo ad esempio ai grandi movimenti: pacifisti, di volontariato, di rivendicazione di diritti civili e sociali.
In queste occasioni l'associazionismo laico e cattolico, le parrocchie, i sindacati, le istituzioni si mettono insieme e fanno
sistema. Si rimette in moto, così, il senso di giustizia che è radicato in tante persone ma che ha bisogno di sentirsi
maggioritario per trovare la forza di uscire allo scoperto, mettendo il valore della persona, degli affetti, dei diritti
individuali e collettivi in primo piano.
Noi crediamo che sia necessario mettere in relazione queste forze per recepire le istanze di partecipazione dei cittadini al
percorso di formazione delle decisioni nelle politiche pubbliche .
Nel prossimo mandato è indispensabile che la partecipazione diventi criterio ispiratore non solo della fase decisionale
all’interno del gruppo di amministratori che governerà il Comune, ma anche dei momenti di condivisione dell’attività
amministrativa verso l’esterno. In questo senso, riteniamo fondamentale ridare un rinnovato significato alle Consulte, che
non rischino di diventare il luogo della comunicazione delle decisioni assunte dall’assessorato, ma vero ambito in cui si
forma la decisione politica. Luogo dove si è pronti ad ascoltare il parere di tutti, evitando scelte unilaterali prese
dall’assessore e dalla giunta, dove le scelte siano condivise e quindi più democratiche.
Nei confronti della cittadinanza, invece, riteniamo sia giunto il momento di introdurre dei reali sistemi di partecipazione
che riproducano il successo conseguito con il Piano di Governo del Territorio (PGT).