Serve una forte etica politica e radicata identità culturale.
Ridare fiducia alla gente, rafforzando il senso di comunità: non escludere nessuno, affinché ognuno tragga beneficio dal
rispetto delle regole.
Vincere il senso di solitudine delle persone che temono di non poter affrontare da soli il momento del bisogno, che spesso
si rifugiano nell'apatia e nel fatalismo, abbandonando la speranza che l’amministrazione pubblica possa supportarli
adeguatamente.
Di fronte alla attuale crisi economica e sociale, che per altro ha radici lontane, è necessario dare una risposta alternativa
alla chiusura proposta dalla destra, fatta di egoismo e di paura dell'altro, altrimenti perderemmo culturalmente prima
ancora che politicamente.
Noi crediamo che la risposta sia nelle relazioni e nella partecipazione.
Pensiamo ad esempio ai grandi movimenti: pacifisti, di volontariato, di rivendicazione di diritti civili e sociali.
In queste occasioni l'associazionismo laico e cattolico, le parrocchie, i sindacati, le istituzioni si mettono insieme e fanno
sistema. Si rimette in moto, così, il senso di giustizia che è radicato in tante persone ma che ha bisogno di sentirsi
maggioritario per trovare la forza di uscire allo scoperto, mettendo il valore della persona, degli affetti, dei diritti
individuali e collettivi in primo piano.
Noi crediamo che sia necessario mettere in relazione queste forze per recepire le istanze di partecipazione dei cittadini al
percorso di formazione delle decisioni nelle politiche pubbliche .
Nel prossimo mandato è indispensabile che la partecipazione diventi criterio ispiratore non solo della fase decisionale
all’interno del gruppo di amministratori che governerà il Comune, ma anche dei momenti di condivisione dell’attività
amministrativa verso l’esterno. In questo senso, riteniamo fondamentale ridare un rinnovato significato alle Consulte, che
non rischino di diventare il luogo della comunicazione delle decisioni assunte dall’assessorato, ma vero ambito in cui si
forma la decisione politica. Luogo dove si è pronti ad ascoltare il parere di tutti, evitando scelte unilaterali prese
dall’assessore e dalla giunta, dove le scelte siano condivise e quindi più democratiche.
Nei confronti della cittadinanza, invece, riteniamo sia giunto il momento di introdurre dei reali sistemi di partecipazione
che riproducano il successo conseguito con il Piano di Governo del Territorio (PGT).
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
sono assolutamente d'accordo.
Posta un commento